Le Chiese

Chiesa di San Pietro

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La Chiesa di San Pietro – Foto: Archivio Parco

Nota per la sua antica architettura, è famosissima per le sue particolari valenze panoramiche e paesaggistiche: posta a strapiombo sul mare, la chiesa è oggetto di numerose e celebri fotografie. Costituita da due edifici collegati: l’uno di stile gotico più recente; l’altro romanico, molto più antico. L’edificio più antico, incluso nel perimetro della chiesa ne è parte integrante, a pianta rettangolare con l’abside semicircolare ha l’asse longitudinale correttamente orientato a levante, ne consegue ovviamente che quello medioevale, in forma del tutto inusuale, volge a sud la sua abside quadrata. L’edificio più recente iniziato nel 1256 e terminato nel 1277 secondo il disegno originale doveva essere condotta a tre navate sopra l’area spianta della vecchia chiesa, questo progetto fu poi modificato e i due templi furono collegati mediante due arcate a tutto sesto aperte nel muro della chiesa antica. L’ interno è decorato da larghe fasce bianche e nere e il presbiterio è dotato di due cappelle laterali quadrate coperte da volte ogivali. La torre campanaria, contrariamente al corpo dell’edificio che si presenta avaro di vuoti, si apre all’esterno presentando in ordini sovrapposti delle bifore che ne alleggeriscono l’ imponente mole. Per la tecnica ardimentosa della sua struttura e per la fine eleganza scultorea è una delle costruzioni esemplari dell’architettura gotico genovese in Liguria.

Chiesa di San Lorenzo

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La Chiesa di San Lorenzo – Foto: Archivio Parco

Nell’ anno 1116 i Genovesi, poco dopo l’acquisto del Borgo, vollero costruire un’altra chiesa che, allo stesso modo della loro cattedrale metropolitana, vollero dedicare a San Lorenzo. Costruita in stile romanico dalla famosa compagnia dei Maestri Antelami fu consacrata nel 1130 da Papa Innocenzo II. È a forma basilicale, a tre navate con ampie arcate a tutto sesto rette in origine da colonne di pietra nera locale. A al suo interno sono custodite numerose testimonianze artistiche. Tra le molte è possibile ricordare: la tavola con il Crocifisso, opera di artista sconosciuto che, nella sua impostazione ricorda il fare del grande Andrea del Castagno. Un’ altra ancora è quella cinquecentesca, ora posta sull’ultimo altare a sinistra, che rappresenta San Martino e altri Santi, pregiatissimo dipinto in cui, evidenti, emergono influssi fiamminghi e lombardi. A queste si affiancano pregevoli opere di marmo. Tra esse non può essere trascurata quella che, in fondo alla navata di destra, incornicia il dipinto detto della Madonna Bianca, immagine miracolosa quest’ultima a cui i portoveneresi riservano una proverbiale devozione. Ai fatti miracolosi si affianca il mistero della sua provenienza. Si narra infatti che il sacro dipinto giungesse dal mare nell’anno 1204, accuratamente custodito all’interno di un tronco scavato e sigillato ermeticamente. Questo secolare reperto è oggi esposto nella navata sinistra, suggestiva testimonianza di un fatto che tanto ebbe a segnare la vita civile e religiosa di Porto Venere. Nel suo interno furono rinvenuti, oltre al dipinto, anche dei reliquari e quattro cofanetti istoriati secondo schemi decorativi propri dell’arte persiana dell’undicesimo secolo. La cupola  costruita nel XVI secolo, sui resti di una torre in stile romanico, è a forma ottogonale con finestre rettangolari. La facciata, che si apre sul sagrato prospiciente con tre portali, uno per navata, ha l’antico schema basilicale a quattro spioventi armonizzato all’organismo interno della chiesa, con il corpo centrale a fasce bianche e nere; il portale centrale è romanico a colonnine dritte e tortili con capitelli reggenti scudi araldici. Nella lunetta soprastante, a ricordare il martirio di San Lorenzo, fu posta una scultura dagli evidenti accenti di gusto gotico.