Posidonia oceanica

posidoniapersito
Classe: Monocotiledoni
Ordine: Elobie
Famiglia: Posidoniacee

Pianta superiore con fiori, frutti e semi appartenente alle Fanerogame marine o Magnoliofite, è una specie endemica del Mar Mediterraneo.
Vive su fondali sabbiosi, anche con sedimento più fine o con detrito grossolano. La pianta è formata da radici, rizoma e foglie.

Il rizoma (fusto modificato) nella parte inferiore presenta radici che penetrano nel sedimento; il suo accrescimento può essere orizzontale (plagiotropo) o verticale (ortotropo), a volte a seconda delle condizioni ambientali un rizoma ortotropo può passare a plagiotropo o viceversa.
Il rizoma permette il collegamento di una pianta con quelle circostanti, formando lunghi stoloni.

Le radici, lunghe anche 5 cm, presentano un accrescimento stagionale. Nella parte superiore del rizoma si ha l’accrescimento dei fasci fogliari. L’insieme dei rizomi, delle radici e delle scaglie (basi trasformate delle foglie) e del  sedimento che si raccoglie al suo interno, prende il nome di matte il cui strato superficiale è caratterizzato dai rizomi vivi.

Le foglie sono la parte della pianta dove avvengono gli scambi idrici e ionici con l’ambiente circostante e dove si ha l’assorbimento delle sostanze nutritive direttamente dall’acqua. Ogni ciuffo è costituito da 4-8 foglie nastriformi, quelle più giovani si trovano all’interno mentre quelle più vecchie e più lunghe si trovano all’esterno.

Le foglie nuove si formano tutto l’anno e la colorazione è stagionale: in estate presentano la massima lunghezza ed hanno una colorazione bruna o bianca-rossastra, dovuta alla presenza di epitifi vegetali, in autunno le foglie ormai secche si distaccano anche per l’effetto delle prime mareggiate, in inverno i fasci fogliari sono corti e di colore verde, per l’assenza di epifiti. La base delle foglie è la parte con tessuto nuovo, quindi l’apice costituisce la parte più vecchia.

La riproduzione è sia vegetativa (tramite stoloni) che sessuale. I fiori sono ermafroditi e si presentano riuniti in infiorescenze di colore verde. La fioritura avviene tra settembre e novembre, a fine autunno avviene la fecondazione e lo sviluppo dei frutti (chiamati anche “olive di mare” per il loro colore nero e la forma arrotondata) che maturano tra marzo e maggio, a maturazione completata si distaccano dalla pianta ed iniziano a galleggiare fin quando si depositano sul fondo e iniziano a germogliare. Segnale della presenza di una Prateria nelle vicinanze è la presenza nelle spiagge di palle (dette egagropoli) che non sono altro che i residui delle parti più resistenti delle foglie raggruppate dall’azione del mare. La Prateria è un ecosistema importante e molto produttivo dove vengono immagazzinate grandi quantità di energia che viene distribuita lungo la catena trofica, inoltre costituisce importanti aree di nutrimento, di riproduzione e accrescimento.

Inoltre la Prateria è un ambiente molto sensibile con un equilibrio ben preciso, le sue dimensioni e la sua sopravvivenza sono influenzate da molti fattori tra cui: conformazione della costa e del fondale, trasparenza dell’acqua quindi dall’illuminazione, dalla sedimentazione di materiali solidi e dall’idrodinamismo. Se uno di questi parametri si modifica la Prateria tende a impoverirsi ed entra in crisi.

Alcune cause che recano danno all’equilibrio di questo ecosistema tanto da provocarne anche la morte sono:
1. realizzazione di opere costiere che modificano le correnti e l’idrodinamismo con conseguente aumento di apporto di sedimenti o erosione delle coste e spiagge. Tutto questo porta intorbimento dell’acqua, di conseguenza poca luce, ricoprimento della pianta con materiale fine, sofferenza della pianta con risalita del limite inferiore della prateria;
2. inquinamento. Le sostanze inquinanti possono penetrare nei tessuti della pianta causando fenomeni di regressione della prateria;
3. pesca a strascico;
4. messa in posa di cavi e condutture sottomarine;
5. ancoraggi.